Benvenuti nella Basilica di Sant’Agnese

La Basilica di Sant’Agnese è il cuore spirituale di Somma Lombardo ed è la chiesa madre della Comunità Pastorale Maria Madre presso la Croce.

Da secoli accoglie fedeli, pellegrini e visitatori, custodendo un prezioso patrimonio di fede, arte e storia.

Questa pagina nasce per accompagnarti nella scoperta della Basilica: un percorso tra la sua storia, le opere d’arte, le tradizioni e la vita della comunità che ancora oggi la anima. Che tu sia qui per una visita, un momento di preghiera o per semplice curiosità, ti auguriamo una piacevole scoperta.

La Basilica è aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 12.00 e poi dalle 15.00 alle 19.00

Ci troviamo a somma lombardo piazza vittorio veneto (di fronte al palazzo comunale)

Esplora la Basilica

Scorri la pagina e lasciati guidare alla scoperta
della Basilica di Sant’Agnese, della sua storia,
delle opere d’arte e della sua vita spirituale.

Le origini

Progetto della nuova chiesa 1645

  • Le prime testimonianze di una chiesa nella zona risalgono all’epoca medievale. Un documento legato alla chiesa di San Sebastiano a Milano cita una chiesa dedicata a Santa Fede, situata nell’antico territorio di Somma.
  • Verso la fine del XII secolo, gli eredi di Eriprando, appartenenti alla famiglia Visconti, costruirono una chiesetta davanti al loro castello e successivamente la dedicarono a Sant’Agnese.
  • Nel 1447, Francesco e Guido Visconti, trovando la chiesa ormai rovinata e troppo vicina al castello, decisero di demolirla per poter ampliare la loro residenza. La demolizione avvenne senza attendere l’autorizzazione della Santa Sede e provocò quindi delle conseguenze ecclesiastiche.
  • Nel 1450, papa Niccolò V li assolse e concesse loro nuovamente il patronato della chiesa, a condizione che ne costruissero una nuova con l’annessa canonica.
  • I Visconti ricostruirono quindi la chiesa nel luogo dove sorge oggi la Basilica, inglobando l’antico oratorio di Santa Fede. La prima celebrazione nella nuova chiesa avvenne nel 1480.
  • Dopo la peste del 1630 e l’invasione franco-sabauda del 1636, la chiesa subì ulteriori difficoltà.
  • Nel 1645 i discendenti dei Visconti iniziarono una nuova e più importante ricostruzione, affidandone il progetto all’architetto Francesco Maria Ricchini.
  • I lavori furono poi diretti dall’architetto Carlo Buzzi, che ridusse le dimensioni del progetto originale di Ricchini per motivi di spazio, mantenendo però l’armonia della struttura.
  • La nuova chiesa, caratterizzata dalla sua unica grande navata, iniziò il culto nel 1664.
  • Nel 1723 venne costruito l’emiciclo dell’abside, insieme alle opere monumentali che completeranno progressivamente l’aspetto della chiesa.
  • Nel 1892 venne portata a termine la facciata dopo un lungo periodo di stallo dei lavori.
  • Nel 1907 la chiesa venne consacrata dal Cardinale Andrea Ferrari il 19 ottobre.
  • Nel 2004 è stata elevata a Basilica Romana Minore.

L’interno della Basilica

L’interno della Basilica si sviluppa in un’unica ampia navata, progettata per accompagnare lo sguardo dei fedeli verso il presbiterio e l’altare maggiore. La grande cupola ellittica, gli eleganti pilastri e le armoniose proporzioni rendono l’ambiente luminoso e solenne, espressione dell’architettura sacra del Seicento lombardo.

Caratteristiche:

  • Navata unica
  • Cupola ellettica
  • Presbiterio barocco
  • Altare maggiore del 1757

La cupola ellittica della Basilica con i quattro Evangelisti.

 

Il Crocifisso Quattrocentesco

Cappella del crocifisso

Cappella del Crocifisso Quattrocentesco

Parete sinistra

Nella parete di sinistra della cappella sono raffigurati la Vergine Addolorata e un angelo

Parete detsra

Nella parete di destra della cappella è raffigurato San Giovanni Evangelista con un angelo

Volta

Nella volta sono raffigurati i simboli della passione e ai lati sono presenti due angeli con un urna in mano

La cappella del Crocifisso, conserva una parte importante della decorazione ad affresco, accompagnata da stucchi e ornamenti architettonici. Il Crocifisso ligneo quattrocentesco è una delle opere più antiche e significative custodite nella Basilica di Sant’Agnese. Proviene dall’antica chiesa di San Vito, da secoli accompagna la preghiera dei fedeli ed è una preziosa testimonianza della devozione medievale. La cappella era legata alla famiglia Visconti di Cislago.

Caratteristiche:

  • Crocifisso ligneo quattrocentesco.
  • Originariamente si trovava nella chiesa di S. Vito.
  • E’ stato trasportato in Basilica nel 1787.
  • Per adattare il crocifisso alla nuova nicchia gli sono state tagliate le dita delle mani.
  • Gli affreschi erano presenti già dal 1681 grazie ad un incisione presente sulla volta infatti sono datati ultimo quarto del XVII secolo. L’artista è Giovanni Stefano Montalto.

Scorri le foto per la spegazione degli affreschi.

Il battistero

Il Battistero conserva una delle testimonianze più antiche legate alla storia della comunità cristiana di Somma Lombardo. Il fonte battesimale in marmo proviene dal Battistero Plebano esistente prima del 1646; e fu scolpito nel 1498, prima della costruzione dell’attuale Basilica.

Caratteristiche:

  • Realizzato nel 1498.
  • Presenta motivi fitoformi nel basamento e angioletti nel profilo della vasca.
  • Proviene dal battistero plebano dell’antica chiesa di Santa Fede.
  • Alle spalle c’è un quadro raffigurante il battesimo di Gesù nel Giordano
  • E’ presente il cero pasquale con il suo basamento in noce risalente al 1800.

Battistero con il suo coperchio a forma di cupola in noce. 

La Madonna del Rosario

Altare Madonna

L’altare della Madonna del Rosario con in braccio Gesù bambino

Parete sinistra

Nella parete sinistra della cappella è raffigurato lo Sposalizio della Vergine, 1873 Angelo Bacchetta

Parete detsra

Nella parete di destra della cappella è raffigurata la visita della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta, 1874 Angelo Bacchetta

Volta

Nella volta sono raffigurate tre immagini di Angelo Bacchetta 1873

Sinistra: presentazione di Gesù al tempio

Centro: Assunzione di Maria Vergine al cielo

Destra: l’annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria

La statua della Madonna del Rosario è custodita nella cappella del transetto di destra. L’opera è attribuita allo scultore Luigi Crippa e risale al 1864.

Caratteristiche:

  • La statua è stata realizzata grazie a un legato lasciato da mons. Michele Galli allora prevosto di Mezzana.
  • L’opera fu realizzata tra il 1863 e il 1864 dal monzese Luigi Crippa e venne collocata nella cappella della Madonna, sostituendo una precedente effigie votiva della Vergine.
  • La statua rappresenta la Vergine con il Bambino ed è caratterizzata da un forte realismo: Crippa presta particolare attenzione ai volti, ai gesti, ai capelli e ai dettagli degli abiti.
  • Gli affreschi sono stati realizzati per volere di don Giuseppe Galli canonico della chiesa (fratello di mons. Michele Galli), per rinnovare l’aspetto della cappella.

Scorri le foto per la spegazione degli affreschi.

Cappelle

Cappella di San Giuseppe

Nella chiesa fu una delle ultime cappelle laterali ad essere completata. Nel 1684 risultava ancora «ad hoc imperfectum», mentre nel 1707 era ormai terminata e dotata del suo arredo. L’elemento principale è la pala d’altare con la Madonna col Bambino, San Giuseppe, San Francesco Saverio e Sant’Antonio da Padova, attribuita allo Giacomo Parravicino detto il Gianolo. Lo stile mostra una formazione classica, ma anche elementi del Barocco lombardo. La commissione della pala è legata alla famiglia Cusani Visconti, che aveva il patronato della cappella di San Giuseppe.

 

Cappella di San Giovanni Battista

Era già esistente nel 1684. La visita pastorale del 1707 permette di conoscere meglio il suo allestimento. Sull’altare si trovava una pala raffigurante la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e Sant’Antonio da Padova. La tela è stata attribuita ad Antonio Busca. Il dipinto mostra un linguaggio ancora legato alla grande tradizione del Barocco lombardo, ma con una pittura più raffinata e personale. Sono presenti richiami alla cultura classica romana. La pala dovrebbe essere stata realizzata intorno alla metà del Seicento, probabilmente negli anni Sessanta del XVII secolo. La cappella era legata alla famiglia Visconti di Modrone. Infatti si possono notare sia sul cancelletto che sulla balaustra il biscione con un bambino in bocca e l’aquila alata che sono gli stemmi della famiglia.

Cappella dei Santi Antonio e Giuseppe

Documenti del 1665-1666 confermano che la cappella era già in costruzione e che i lavori erano stati commissionati con una spesa importante. Questo permette di collocare la sua realizzazione intorno alla metà degli anni Sessanta del Seicento. Nel 1707, durante la visita pastorale di monsignor Corradi, sull’altare risultava presente una tela raffigurante la Natività con sant’Antonio da Padova. Il dipinto viene identificato con quello oggi noto come Adorazione dei pastori, attribuito a Ercole Procaccini il Giovane. L’opera mostra San Giuseppe e la Madonna con il Bambino, circondati dagli angeli, con una composizione molto intensa e caratterizzata da una pittura scura e luminosa allo stesso tempo. La cappella era legata alla famiglia Visconti di San Vito, una delle famiglie più importanti coinvolte nella storia della chiesa.

Colpisce come, nella storia della Basilica di Sant’Agnese, ricorra continuamente la presenza della famiglia Visconti nelle sue diverse ramificazioni: Cislago, Cusani, di Modrone e di San Vito. Una presenza che testimonia quanto le principali famiglie nobili del territorio fossero legate alla chiesa, che attraverso il patronato e le importanti committenze artistiche contribuirono in modo decisivo alla sua storia e alla sua ricchezza.

La facciata

La facciata della Basilica S. Agnese nella seconda metà dell’ottocento

 

La facciata della Basilica è rimasta incompiuta per oltre duecento anni ed è stata portata a compimento nel 1892 su progetto dell’architetto di Rodolfo Lazzari. Il prevalente impiego del granito, insieme ai mattoni in cotto lombardo, caratterizza l’aspetto esterno. La facciata è organizzata in un doppio ordine, con una composizione simmetrica arricchita da colonne, lesene, nicchie e decorazioni.

Caratteristiche:

  • Realizzata nel 1892 da Rodolfo Lazzari.
  • Sopra ai due portoni laterali sono presenti due quadri raffiguranti il martirio di S. Agnese.
  • Sopra la bussola centrale è presente un bassorilievo della santa insieme a un agnello.
  • Nella parte superiore sono presenti due state raffiguranti S. Ambrogio (sinistra) e S. Carlo (destra).

Il campanile

E’ stato progettato dal Buzzi unitamente al progetto definitivo della chiesa. La sua architettura riprende i caratteri dell’interno della Basilica, con proporzioni armoniose tra gli elementi verticali e orizzontali e una scansione regolare degli spazi. Realizzato interamente in pietra lavorata di origine locale, il campanile si distingue per la ricchezza dei suoi elementi architettonici e per l’unità con il complesso della Basilica.

Caratteristiche:

  • Iniziato nel 1697 e terminato nel 1723.
  • La cuspide prevista nel progetto originale non fu realizzata.
  • Le campane originali sono state rimosse durante la seconda guerra mondiale e fuse per scopi bellici.
  • Sono presenti 8 campane in Si b2.
  • Fuse nel 1949 da Sergio Ottolina di Seregno.
  • Nel 2016 le campane sono state rimosse per lavori di restauro che hanno riguardato la pulitura delle stesse, il rifacimento del castello su cui sono montate, l’ammodernamento dell’impianto elettrico e il riposizionamento delle corde per il suono manuale.

Il campanile

Il ritorno delle campane dopo i restauri del 2016

L’organo

L’organo della Basilica.

 

L’organo della Basilica di Sant’Agnese accompagna da generazioni la vita liturgica della comunità, dando voce alle celebrazioni e contribuendo alla solennità dell’edificio sacro. La sua presenza si inserisce nella lunga tradizione musicale della Basilica, dove la musica e il canto hanno sempre avuto un ruolo importante nella preghiera e nelle celebrazioni.

Caratteristiche:

  • La sua collocazione centrale sopra al portone risale al 1830.
  • Costruito dall’artigiano Giovanni Battista Cagnola di Lodi.
  • Nuovamente ricostruito dalla ditta Bernasconi di Varese nel 1894.
  • Dispone di 50 registri.
  • E’ stato completamente restaurato nel 2010 sempre dalle diita Bernasconi.
  • Nella parte superiore sono presenti due affreschi raffiguranti Aronne (sinistra) e David (destra).

Sant’Agnese

  • Nata a Roma da un’illustre e ricca famiglia patrizia cristiana, decise in tenera età di consacrare la sua verginità a Dio.
  • Rifiutò la proposta di matrimonio del figlio del prefetto di Roma (o dello stesso prefetto, secondo alcune versioni), poiché aveva fatto voto a Cristo.
  • Denunciata come cristiana, fu condannata a subire umiliazioni pubbliche e fu esposta nuda nel Circo Agonale (attuale Piazza Navona).
  • La leggenda narra che i suoi capelli crebbero all’istante coprendo il suo corpo, e un uomo che tentò di avvicinarla cadde morto fulminato per poi risorgere grazie alla sua preghiera.
  • Scampata miracolosamente anche al rogo, le fu infine trafitta la gola con un colpo di spada, lo stesso trattamento riservato agli agnelli. 

Caratteristiche:

  • Nata nel 291 d.c. e morta intorno al 305 d.c.
  • Ricorrenza liturgica 21 gennaio.
  • Martire romana e figura conosciuta fin dai primi secoli della chiesa.
  • La parrocchia conserva un reliquiario contenente un dito della Santa.

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Altare festa

L’altare di Sant’Agnese allestito per i festeggiamenti della Santa Patrona

Reliquiario

Reliquiario contenente un dito di Sant’Agnese

Tela

Tela posta dietro l’Altare Maggiore raffigurate il Martirio di Sant’Agnese

L’altare Maggiore

Altare maggiore

L’altare maggiore con il crocifisso deposto nella parte bassa (apertura solo il venerdì della passione dopo il rito della deposizione)

Tabernacolo

Tabernacolo dell’altare maggiore

Tabernacolo oli

Tabernacolo laterale contenente gli oli sacri

Coro

Coro con formelle raffiguranti i simboli della passione di Cristo.

L’altare Maggiore è una notevole costruzione di marmi grigi e policromi, di stile barocco, risalente all’anno 1787. Nella nicchia a tempietto è venerato un Cristo in Croce proveniente anch’esso dalla chiesa di S. Vito. La porticina del Tabernacolo è in argento sbalzato e raffigura la Natività. Sopra la porticina è incastonato un rarissimo marmo di intenso colore blu. Sotto la mensa vi è una scultura in legno che rappresenta Cristo deposto. Sul lato sinistro dell’Altare Maggiore è collocato un altro tabernacolo con una cornice bianca in marmo di Carrara con due angeli in rilievo e una porticina di peltro finemente sbalzata proveniente dall’antica chiesa di Santa Fede. L’altare che si usa oggi per le celebrazioni è stato collocato nella sua posizione attuale nel 1965 adattando parte della balaustra come suo sostegno e infine consacrato dal Cardinale Citterio nel 1973.

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